Vespe e Api

Tipi di vespe e tipi di api

Api e Vespe: differenze, abitudini e come riconoscerle
Api e vespe appartengono a centinaia di specie diverse, ma solo alcune interagiscono strettamente con gli ambienti umani. Sebbene siano entrambi insetti sociali organizzati in caste, presentano differenze biologiche e comportamentali profonde che determinano il modo in cui dobbiamo approcciarci alla loro presenza.
L’Ape Mellifera: un pilastro dell’ecosistema
L’ape è un insetto fondamentale per l’equilibrio ambientale grazie all’impollinazione.
  • Alimentazione: Si nutre esclusivamente di sostanze vegetali (nettare e polline).
  • Difesa: Possiede un pungiglione che usa solo per estrema difesa; poiché è ancorato ai suoi organi interni, l’ape muore dopo aver punto.
  • Status: Non è considerata un infestante, ma una specie protetta da preservare.
Le Vespe e i Calabroni
Le vespe sono predatori agili che costruiscono nidi (favi) fatti di una sostanza simile al cartone.
  • Alimentazione: Hanno una dieta onnivora; si nutrono di altri insetti (carne) e di sostanze zuccherine. Non producono miele.
  • Difesa: Possono pungere ripetutamente senza subire danni fisici, il che le rende potenzialmente più aggressive se il nido viene disturbato.
  • Calabroni: Fanno parte della famiglia delle vespe ma hanno dimensioni molto maggiori. Spesso chiamati “vespe giganti”, le loro punture sono particolarmente dolorose a causa della quantità di veleno iniettata.
Quando intervenire?
Mentre per le api è necessario contattare un apicoltore per lo spostamento del nido, in caso di favi di vespe o calabroni situati in posizioni pericolose (cassonetti delle tapparelle, sottotetti, canne fumarie) è fondamentale richiedere un intervento di disinfestazione professionale per operare in totale sicurezza.
Vespa comune, di terra e cartonaia

In Europa sono particolarmente diffuse due specie di vespe: la vespa comune (Vespula vulgaris) e la vespa tedesca (Vespula germanica), nota anche come vespa di terra.

Un’altra specie frequente è la vespa cartonaia (Polistes gallicus), che si distingue per la costruzione di nidi appesi a grondaie e balconi, caratterizzati da un unico favo orizzontale. Tra le vespe infestanti, è considerata la meno aggressiva.

Le vespe tendono a costruire i loro nidi in posizioni riparate con accesso diretto all’esterno. All’interno delle abitazioni scelgono luoghi come soffitte, garage e intercapedini, mentre all’esterno preferiscono vecchie tane di roditori, cavità negli alberi o cespugli. Queste caratteristiche le rendono particolarmente adattabili e, in alcuni casi, infestanti.

  • Le vespe hanno un caratteristico corpo giallo e nero, con marcature che possono variare a seconda della specie. 
  • Le vespe operaie, le più comunemente visibili, misurano tra i 12 e i 17 mm di lunghezza.

Solo le giovani regine sopravvivono all’inverno, emergendo in primavera per costruire un nuovo nido e iniziare la deposizione delle uova. All’inizio dell’estate, compaiono le vespe operaie (femmine sterili), che continuano a ingrandire il nido e a prendersi cura della colonia, mentre la regina si concentra esclusivamente sulla deposizione delle uova. In autunno, le nuove regine e i maschi si accoppiano, ma con l’arrivo dell’inverno il nido muore, inclusi maschi e operaie.

Le vespe si nutrono principalmente di insetti e sostanze dolci, mostrando una forte preferenza per i cibi zuccherini durante la tarda estate. A differenza di altre specie di insetti sociali, le vespe non sciamano. Le femmine possono pungere ripetutamente e lo fanno prontamente se si sentono minacciate.

Un nido di vespe può ospitare fino a 25.000 individui, rendendo queste colonie particolarmente numerose e visibili nel periodo estivo.

Calabrone europeo

l calabrone europeo è un fastidioso infestante, grande predatore di api e temuto anche dall’uomo per le sue grandi dimensioni. Il calabrone viene gergalmente definito vespa gigante ed è, ad oggi, il più grande vespide europeo.

  • I nidi dei calabroni (vespai) sono strutture imponenti, solitamente di forma sferica, con celle disposte su piani orizzontali. Possono essere costruiti in cavità di alberi, camini o anfratti murari e possono ospitare fino a 300-500 esemplari.
  • I calabroni femmina possono raggiungere una lunghezza di 5 cm, mentre maschi e operaie restano più piccoli, tra i 2 e i 2,5 cm. 
  • La vicinanza ai loro nidi può rappresentare una minaccia per l’uomo, specialmente in caso di disturbo.
  • I nidi vengono generalmente costruiti in primavera, periodo in cui è più probabile individuarli.
  • La maggior parte dei calabroni muore con l’arrivo dell’autunno, ad eccezione della regina fertile, che sopravvive all’inverno per dare vita a una nuova colonia nella stagione successiva.
  • Nidificazione: preferiscono luoghi riparati come tronchi d’albero, cespugli, edifici, granai, solai o cavità nelle pareti. I nidi, di colore grigio, hanno un aspetto simile alla carta e possono ospitare fino a 700 operaie.
  • Punture: pungono solo se provocati, ma la puntura è molto dolorosa per l’uomo. Possono mordere e pungere contemporaneamente, mobilitando l’intera colonia per difendersi. Questo comportamento li rende particolarmente pericolosi.ù
  • Alimentazione: si nutrono principalmente di insetti e linfa e non sono attratti dal cibo umano.
Vespa sociale

Le vespe sociali si distinguono per il loro corpo snello e le strisce gialle e nere alternate.

  • Operaia: lunghezza di circa 1,25 cm.
  • Regina: lunghezza di circa 1,9 cm
  • Presentano due paia di ali e una “vita stretta”. 
  • Dotate di un pungiglione a forma di lancia, utilizzato per difesa e attacco. 
  • Le vespe sociali formano colonie annuali.
  • La regina inizia a nidificare in primavera.
  • Le colonie diventano più aggressive verso la fine dell’estate.
  • Entro l’autunno, le colonie cominciano a ridursi.
  • Solo le regine fecondate sopravvivono all’inverno, nidificando per dare vita a nuove colonie nella primavera successiva.
  • Alimentazione: in primavera si nutrono di insetti, come bruchi e mosche nocive. Durante l’estate, con l’aumento delle colonie, diventano attratte anche da alimenti consumati dagli esseri umani.
  • Puntura: possono pungere ripetutamente se provocate. Le punture causano sintomi che vanno dal gonfiore al potenziale shock allergico, un rischio serio per le persone sensibili.
  • Visibilità: sono attive durante il giorno, poiché hanno una scarsa visione notturna.
  • Nidificazione: preferiscono luoghi riparati come alberi, arbusti, solai, intercapedini, sotto i pavimenti, rimesse, portici o grondaie degli edifici.
Ape mellifera

Le api mellifere sono la specie più comunemente allevata dagli apicoltori per la produzione di miele e cera d’api.

Se hai un problema con uno sciame di api mellifere, è consigliabile contattare un apicoltore locale o l’Agenzia regionale per la protezione ambientale, che può organizzare il trasferimento dello sciame in modo sicuro e rispettoso dell’ambiente.

Le api mellifere si distinguono per alcune caratteristiche uniche:

  • Habitat: vivono in cavità di alberi, camini, intercapedini o sottotetti. 
  • Aspetto: hanno dimensioni simili alle vespe, ma sono più pelose e di colore prevalentemente nero. 
  • Produzione: trasformano il nettare in miele e cera d’api, risorse fondamentali per l’uomo. 
  • Sciamatura: formano sciami visibili che si posano su rami d’albero. –
  • Popolazione: una colonia può superare i 30.000 individui. 
  • Minacce: la loro sopravvivenza è messa a rischio dall’acaro varroa, una delle principali minacce per questa specie essenziale per l’ecosistema.
Ape solitaria

L’ape solitaria ha un aspetto spesso simile a quello dell’ape mellifera, ma può essere distinta per alcune caratteristiche specifiche a seconda della specie.

  • Dimensioni delle colonie: le api solitarie non formano grandi colonie. Ogni femmina gestisce autonomamente un piccolo nido. 
  • Luoghi di nidificazione: prediligono il terreno, il cemento morbido o le fessure nella malta tra i mattoni come siti per nidificare. 
  • Costruzione del nido: utilizzano una varietà di materiali per costruire i nidi, che vengono rinnovati o ricostruiti ogni anno.
  • Sciami: le api solitarie non formano sciami, vivendo in maniera indipendente. 
  • Svernamento: durante la fase di pupa, le api solitarie svernano all’interno dei loro nidi. 
  • Alimentazione: si nutrono principalmente di miele e polline. 
  • Puntura: pungono raramente, rendendole meno pericolose rispetto ad altre specie di api o vespe.
Ape della malta

Le api della malta, conosciute anche come api muratrici, devono il loro nome alla tendenza a nidificare in crepe o fori presenti nei muri. Prediligono muri soleggiati, esposti alla luce per gran parte della giornata, che offrono loro un ambiente ideale per nidificare.

Queste api sfruttano fori naturali nei mattoni o nelle fughe della malta, specialmente quelle composte da sabbia o calce, che forniscono una struttura adatta al loro habitat.

Aspetti principali

  • Le api della malta sono innocue, non sono aggressive e non attaccano. 
  • Comprendono le specie Anthidium manicatum, Andrena fulva, Anthophora plumipes, Megachile e Osmia rufa.
  • Carattere: le api della malta sono innocue, non aggressive e non attaccano, rendendole sicure per l’uomo. 
  • Specie principali: comprendono diverse specie, tra cui Anthidium manicatum, Andrena fulva, Anthophora plumipes, Megachile e Osmia rufa.
Xylocopa virginica
  • Dimensioni: 1,9-2,5 cm di lunghezza. 
  • Distinzione tra i sessi: le femmine hanno il muso nero, mentre i maschi hanno il muso giallo. 
  • Peluria: sul torace è presente una peluria di colore variabile tra giallo, arancione e bianco. L’addome, invece, è privo di peluria. 
  • Pungiglione: solo le femmine sono dotate di pungiglione, mentre i maschi ne sono sprovvisti.
  • Nidificazione: scavano gallerie nel legno tenero dove depongono le uova.
  • Durata: il ciclo di vita completo, dall’uovo all’adulto, dura circa 7 settimane.
  • Larve: le larve sono grandi e producono rumori distintivi durante la crescita
  • Adulti: i nuovi adulti emergono dai nidi verso la fine di agosto.
  • Puntura: le femmine pungono solo se provocate. 
  • Visibilità: sono attive dalla tarda primavera fino alla metà di ottobre.
  • Nidificazione: prediligono legni teneri e scoperti, come sequoia, cedro, cipresso e pino. Ogni anno utilizzano lo stesso nido, ampliandolo se necessario. 
  • Ubicazione dei nidi: si trovano nei cornicioni, tra gli infissi delle finestre, sulle pareti esterne, sui rivestimenti in legno, sulle terrazze e sui mobili da giardino.
  • Alimentazione: si nutrono del polline di fiori come pero, narciso e viole del pensiero. Il polline viene conservato nei tunnel abbandonati come riserva per la stagione invernale.
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